L'arte in lettere

Canova ed il monumento funebre a Maria Cristina.

Quando mi trasferii a Vienna non sapevo molto della città, se non un paio di cose, che per la maggior parte riguardavano tutte l’arte.
Tra queste c’era una cosa in particolare, che non vedevo l’ora di andare a vedere.
Questa o per meglio dire, questo monumento è il Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria che venne costruito da un grande artista italiano, Canova.

Dove si trova

Quest’opera si trova all’interno della chiesa degli Agostiniani nel centro storico di Vienna. 
Raggiungerla è semplice, vi basterà prendere la linea arancione U3 sino a Herrengasse.
Oppure, nel caso vi troviate gia’ in centro nei pressi dell’Albertina vi bastera’ camminare per pochi minuti e vi ritroverete proprio li’.

Essa si trova in una piazzetta, vicino all’ingresso della biblioteca Nazionale di Vienna ( ve ne parlo qui ), state attenti perchè non è molto semplice trovare l’ingresso.
In questa chiesa non viene quasi mai nessuno, è piccola, tutta bianca e c’è pace. E’ di certo uno dei miei posti preferiti a Vienna.

La chiesa degli Agostiniani

La chiesa degli Agostiniani e’ gestita da essi dal 1300 ed e’ molto importante per la storia della citta’ perche’ e’ stata la chiesa imperiale dal 1634 al 1918.
Essendo stata appunto la chiesa parrocchiale di corte, molti membri della famiglia imperiale si sposarono proprio in questo luogo.

In questo luogo e’ inoltre possibile trovare la cripta dei cuori della famiglia Asburgo, visitabile solo previa prenotazione.

L’opera

Il Monumento è stato voluto e commissionato dal Duca Alberto di Sassonia per la morte della sua amata Maria Cristina.
Esso diede precise indicazioni all’artista, che lavorò all’opera non con costanza, bensì ad intermittenza, iniziandola nel 1798 e finendola dopo 7 anni, nel 1805.

Quest’opera è un cenotafio, ovvero è solo un monumento funebre in ricordo a Maria Cristina, per cui i  resti mortali non si trovano qui, ma nella Cripta Imperiale che si trova sotto la chiesa dei Cappuccini.

L’esame dell’opera

La prima cosa che si nota appena la si guarda è la grande piramide che fa di sfondo alla processione in primo piano.
Essa ricorda quella di Caio Cestio a Roma ed è stata realizzata perchè il quel periodo storico, il gusto per le antichità egizie era molto in voga. Canova prese ispirazione per quest’opera, da un’idea inserita qualche anno prima nel progetto non realizzato del Monumento a Tiziano.

Esaminando l’opera vediamo che nella parte in alto della Piramide è presente l’unico riferimento a Maria Cristina.
Esso è un medaglione con all’interno il ritratto della donna sorretto da un angelo che rappresenta la felicità e attorniato da un uroboro.
L’uroboro è un serpente che mangia la sua stessa coda, un simbolo molto antico presente in molte opere e raffigura l’infinito, l’eternità e l’immortalità.
Attorno al medaglione si vede la scritta in latino  uxori optimae Abertus, ‘Alberto alla sua ottima moglie’ che, insieme alla scritta sopra l’incavatura sono gli unici riferimenti al committente.

Le figure allegoriche

In primo piano, invece troviamo questi individui intenti in una processione, come ad entrare dentro questa piramide. La donna che porta le ceneri, accompagnata da due fanciulle, rappresenta la Virtu’.
Mentre la donna alle sue spalle che regge un vecchietto e una bambina, che appena si nota, è la Pietà.

Sulla destra, invece, si trova questo leone accovacciato a simboleggiare la forza morale ed un genio, cioè una sorta di angelo custode, che rappresenza il Duca Alberto prostrato dal dolore.

Questi personaggi camminano su di un velo proveniente dall’interno della piramide ed anch’esso è in realtà un simbolo allegorico che simboleggia l’unione della vita alla morte.

Tutti questi personaggi non sono stati inseriti a caso bensì erano tutte doti della Duchessa, per questo motivo il Duca Alberto li volle nel monumento funebre in suo onore.

L’opera è ben custodita e l’anno scorso è stata ristrutturata per cui adesso il marmo è molto bianco ed è bello riuscire a vedere chiaramente i famosi panneggi del Canova. Per chi non lo sapesse, questo artista è molto famoso per esser riuscito a rendere perfettamente le pieghe dei tessuti, che appunto vengono chiamati panneggi.

Per oggi è tutto, come al solito spero che andiate a vedere questa fantastica opera e che la riusciate ad apprezzare un pochino di piu’.

Alla prossima

Alice (:

0 commenti

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: